Cupio dissolvi

Dopo le elezioni non ho più aggiornato il blog.

Il primo motivo è stato il pessimo risultato, nelle elezioni comunali pavesi, della lista  Sinistra per Pavia, per cui ho fatto campagna elettorale. Per questo motivo, prima di commentare sul blog la sconfitta e gli errori commessi sia da me che dagli altri promotori di questa esperienza, volevo confrontarmi dal vivo con gli altri attivisti. Nel frattempo, però, ne sono successe di pessime a livello nazionale: prima il litigio, interno alla lista L’Altra Europa con Tsipras, tra Barbara Spinelli e SEL; e poi la spaccatura di Sinistra Ecologia Libertà con la fuoriuscita del partito di molti deputati, tra cui alcuni dei fondatori (Claudio Fava, Titti Di Salvo, Gennaro Migliore).

Per me che sono iscritto a SEL dall’anno della sua nascita, il 2010, si è trattato di un colpo molto duro, e già avevo fatto fatica a digerire la storia della Spinelli, in cui davvero la sinistra italiana ha dato il peggio di sé: raggiungere il 4% non è un trionfo ma è la base per costruire qualcosa di nuovo e potenzialmente utile nel futuro, e invece pochi giorni dopo questo risultato abbiamo dato agli elettori (reali e potenziali) lo spettacolo di una candidata che cambia idea sugli impegni presi e difesi in precedenza, e di una parte di sostenitori della lista che protestavano contro l’elezione al parlamento europeo della capolista che aveva preso il maggior numero di preferenze. Non credo di sbagliare dicendo che dopo questo spettacolo almeno un terzo degli elettori della lista Tsipras oggi non la rivoterebbero. Continuo a ritenere validi i motivi per votare l’Altra Europa che avevo elencato su questo blog prima delle elezioni, ma oggi devo riconoscere con sconforto che i promotori di questo soggetto politico non si sono dimostrati all’altezza dell’impegno che essi stessi avevano preso.

La crisi di SEL ha oscurato questa lite, e dato parzialmente ragione a chi giustificava la scelta della Spinelli con una inaffidabilità del partito. Rispetto le motivazioni di chi ha deciso di lasciare il partito, ma leggendole sinceramente non riesco a capire perché, su queste basi, non abbiano scelto di aderire al Partito democratico sin dalla sua fondazione nel 2007. Più in generale, se la vicenda Spinelli mi è sembrata indice di un cupio dissolvi connaturato alla sinistra, la spaccatura in SEL indica invece la difficoltà per molti di militare in un partito in cui le proprie posizioni strategiche (non ideologiche) sono in minoranza. Già quando scegliemmo di allearci con il PD per le elezioni del 2013 alcuni se ne andarono verso sinistra, oggi se ne vanno per il centro. Forse è difficile aspettarsi un maggiore attaccamento verso SEL, che oltre a essere da sempre considerato un progetto transitorio verso un soggetto nuovo è anche nato da quattro minoranze uscite da altrettanti partiti, però se ogni volta che si è in disaccordo si decide di abbandonare il progetto alla fine cosa resta? Come si fa a sostenere l’idea di un progetto unitario se non si accetta la possibilità di far convivere posizioni diverse?

A questo punto, sinceramente, non so se SEL ha ancora futuro, nonostante le buone intenzioni di chi è rimasto e vuole rilanciarla. Da sola, probabilmente, non può fare molto, ma ha la forza di contribuire alla creazione di un soggetto a sinistra del PD che non sia di pura testimonianza? Non lo so, e spero che possa emergere una risposta nei prossimi mesi.

La mia idea è questa: noi attivisti di sinistra che siamo o studenti con poche prospettive, o disoccupati, o lavoratori precari, o lavoratori con qualche garanzia ma minacciati dal declino, non abbiamo grande fiducia nelle proposte politiche di Renzi, ma non ci auguriamo il suo fallimento, perché sappiamo che il risultato di un tale fallimento sarebbe la continuazione e l’aggravamento della crisi economica. Non scommettiamo sul fallimento del governo, però, proprio perché non crediamo nella validità delle proposte di Renzi, sappiamo che questo fallimento è possibile; e se il PD fallisce, i voti in uscita da quel famoso 40,8% non finiranno in una Syriza italiana, perché tale partito al momento non c’è, ma più probabilmente andranno al populismo di destra, al Movimento 5 stelle, al separatismo leghista (per i leghisti l’obiettivo della secessione non è scomparso, è “dormiente” in attesa di vedere come andranno le battaglie separatiste in Scozia, Belgio e Catalogna). Per questo oggi, a sinistra, più che correre in soccorso del governo – soccorso inefficace, visto che la maggioranza non ha bisogno dei transfughi di sinistra ma non può fare a meno della destra – sarebbe utile costruire un’opposizione reale a sinistra del PD, in modo da offrire una alternativa credibile. SEL in questo soggetto potrebbe portare una cultura realista, quella che ha ispirato l’atteggiamento verso il governo Letta: una opposizione che non impediva il dialogo e la convergenza su singoli provvedimenti nei lavori parlamentari. È possibile farlo? Boh. Al momento non vedo come i singoli militanti possano cercare di influenzare i processi politici che verranno, si può solo aspettare e sperare.

 

Nell’attesa, vorrei rendere questo mio blog meno monotematico, dare più spazio ad argomenti leggeri e alle mie attività esterne alla politica. Ad esempio, domani sarò a Firenze per il seminario post-elettorale della SISE, e porterò la mia relazione sulle primarie online dei Verdi europei. Nei prossimi giorni racconterò come è andata.

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Informazioni su skeight1985

Dottore di ricerca in scienze politiche, appassionato di letteratura, politica, musica, teatro e Final Fantasy VII.
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