Se proprio non volete votare Tsipras…

Nei giorni scorsi ho elencato alcuni dei buoni motivi per votare L’altra Europa con Tsipras alle elezioni europee di domenica prossima. Ce ne sarebbero ancora altri (uno velocissimo per chi è tentato di votare “da sinistra” il  Movimento 5 stelle: un partito senza affiliazioni né particolari rapporti di collaborazione con i partiti di altri paesi potrà anche avere molti eurodeputati, ma conterà ben poco nel parlamento europeo), ma ormai il tempo è ridotto, e vorrei affrontare un altro tema. Ci sono persone di sinistra che proprio non hanno intenzione di votare per la lista Tsipras, anche a causa di alcuni degli errori che sono stati commessi nella fase di lancio del progetto, di scelta dei partecipanti e dei candidati, e di campagna elettorale. Quali sono allora le migliori alternative di voto?

Secondo me, in questo caso la cosa migliore è ragionare non tanto in termini di sinistra e destra, ma di approccio verso il progetto europeo, che è la posta in gioco principale di queste elezioni. Sulla base dell’atteggiamento verso l’Europa i contendenti possono dividersi in tre gruppi: europeisti riformisti, europeisti conservatori e euroscettici.

Gli euroscettici sono un gruppo eterogeneo di partiti accomunati dalla contrarietà all’unione politica della comunità europea e all’aumento dei poteri degli organi comunitari rispetto agli stati nazionali. È un calderone che spazia da chi vuole fermare il processo di integrazione allo stato in cui si trova attualmente a chi vuole invece tornare indietro e abbandonare alcuni degli strumenti sinora costruiti, primo tra tutti l’euro. In Italia i rappresentanti di questo gruppo che si presentano alle elezioni sono il Movimento 5 stelle, Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e il movimento Io cambio.

Gli europeisti conservatori sono i partiti a favore della continuazione del processo di integrazione europea, ma che non sono interessati a cambiare le modalità con cui il processo è andato avanti sinora, in particolare il ruolo dominante dei comitati e dei tecnocrati, e il consociativismo tra i principali gruppi del parlamento europeo. A livello continentale gli europeisti conservatori per eccellenza sono i rappresentanti del Partito popolare europeo, rappresentati a queste elezioni in Italia dalla lista comune del Nuovo centrodestra di Alfano e l’Unione di centro di Casini, mentre i socialisti europei includono sia conservatori che riformisti. Vista l’attuale situazione del Partito democratico, impegnato nelle larghe intese con Alfano e con lo sguardo rivolto più alle questioni interne che a quelle europee, si può dire che anch’esso rientra nel gruppo degli europeisti conservatori.

Gli europeisti riformisti sono quelli che vogliono che il processo di integrazione europea vada avanti ma con modalità diverse rispetto a quelle seguite sinora; in particolare, l’unione politica, verso un modello federale, deve prevedere un coinvolgimento sempre più forte dei cittadini nei processi decisionali europei. Questi obiettivi sono da sempre fatti propri dai liberaldemocratici (rappresentati in Italia da Scelta europea, cartello che riunisce Scelta civica, Fare per fermare il declino e Centro democratico) e dai Verdi (rappresentati da Green Italia); la sinistra europea ha spesso oscillato tra europeismo riformista e euroscetticismo, ma L’Altra Europa con Tsipras ha esplicitamente fatto proprio l’obiettivo del federalismo europeo, e quindi rientra a pieno in questa categoria, così come del resto il proprio candidato alla presidenza della Commissione europea.

 

Altri due partiti si presentano alle elezioni europee: il partito locale dell’Alto Adige Sudtiroler volkspartei, che si presenta solo nella circoscrizione Nord-Est, e l’Italia dei valori, che sinceramente non si capisce quale posizione abbia, ma nella sua propaganda mischia argomenti nazionali come l’abolizione della legge Fornero a una spiacevole retorica anti-tedesca. Penso che sia un voto sprecato in qualsiasi caso. Comunque, per tornare al discorso iniziale, se non volete votare L’altra Europa con Tsipras, il mio consiglio è di esprimere comunque una preferenza per l’europeismo riformista, votando o Green Italia o Scelta europea.

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Informazioni su skeight1985

Dottore di ricerca in scienze politiche, appassionato di letteratura, politica, musica, teatro e Final Fantasy VII.
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