Buoni motivi per votare L’Altra Europa con Tsipras – 2

MOTIVO 2) DEMOCRAZIA E OPPOSIZIONE

I sondaggi attuali (sbagliato demonizzarli) danno indicazioni contrastanti sul peso elettorale dell’Altra Europa per Tsipras, il che è normale conseguenza dell’alta percentuale di indecisi. Tuttavia, un dato emerge chiaramente: di certo non sarà tra i primi tre o quattro partiti per numero di voti. Ovvero, anche in caso di successo elettorale alle europee questa lista, con i suoi eventuali futuri sviluppi, non sarà un competitore diretto del Movimento 5 stelle, del Partito democratico, del centrodestra che verrà.

Naturalmente essere un piccolo partito non vuol dire restarlo: secondo me uno dei principali errori di Sinistra ecologia libertà nel momento di massima popolarità (2011) è stato quello di non scommettere sull’autonomia e sulla crescita elettorale del partito, ma di puntare tutto sul leader e sulla ipotetica nascita di un nuovo soggetto di sinistra a cui nessun altro era interessato. Ma gli altri paesi europei ci mostrano numerosi esempi di partiti di sinistra che, dopo aver toccato il minimo storico, sono riusciti a risalire e a crescere oltre i loro valori storici. Naturalmente il caso più eclatante è quello di Syriza in Grecia, ma qualcosa di simile sta avvenendo con Izquierda  Unida in Spagna, e anche in paesi che soffrono molto meno per la crisi economica: basti pensare alla Linke in Germania, e in misura minore al Front de Gauche in Francia o al Partito socialista nei Paesi Bassi.

Tutto questo per dire che, se anche in queste elezioni europee L’Altra Europa con Tsipras dovesse fermarsi al 4-5% sarebbe comunque una base di azione per crescere in futuro. Però deve ottenerlo, quel 4-5%, e molti elettori si chiedono perché votare un partito piccolo, se non sarebbe meglio appoggiare partiti già più forti e radicati per ottenere più peso. Perché non votare il Partito democratico, magari dando la preferenza ai candidati più di sinistra? Perché non votare Movimento 5 stelle per mostrare l’opposizione al governo Renzi?

C’è un bel dire che si dovrebbe ragionare in termini di politica europea e non nazionale, i più fanno esattamente il contrario, e bisogna tenerne conto. E allora consideriamo questo aspetto: siamo tutti d’accordo sul fatto che la qualità della democrazia in Italia sia pessima, e non da oggi. Uno dei problemi principali è la mancanza di accountability: questo termine vuol dire responsabilità, e in questo contesto indica la possibilità per gli elettori di ricondurre ai diversi attori politici (governo, opposizione, partiti, leader, ecc.) i meriti e le colpe dei singoli eventi e atti politici. Se non c’è accountability non ci sono informazioni adeguate per valutare chi si presenta alle elezioni, non si può premiare o punire i candidati sulla base di dati concreti, e quindi si aprono le porte a criteri di scelta molto peggiori.

Sino a oggi l’opinione maggioritaria tra gli individui e i partiti che si sono alternati al potere è che, per aumentare l’accountability e migliorare la qualità della democrazia, bisogna aumentare i poteri del governo, in modo che ad esso siano riconducibili tutte le principali responsabilità. Questo ragionamento non è sbagliato, ma lo diventa se si dimentica un suo importante corollario: la presenza di un governo presuppone quella di una opposizione efficace, che abbia spazi anche nelle istituzioni per rappresentare le idee e gli interessi delle minoranze. Se non si dà il giusto peso a questo argomento, la conseguenza sarebbe lo sviluppo di un sistema in cui il governo ha poteri pressoché assoluti per tutta la durata della legislatura. Ora, in tutti i sistemi democratici, anche quelli in cui il governo ha i poteri maggiori, esistono dei contrappesi per evitare lo strapotere. Questa considerazione non sembra interessare né a Renzi né a Berlusconi, e nemmeno a Grillo, dai cui discorsi emerge chiaramente che, nel caso in cui dovesse ottenere la maggioranza e andare al governo, non avrebbe il minimo interesse ad ascoltare (né tantomeno legittimare) le forze di opposizione. Le poche voci che ricordano il ruolo essenziale dell’opposizione per una democrazia efficiente sono quelle di alcuni intellettuali – sbrigativamente liquidati come “professoroni” dai media mainstream – che appoggiano L’Altra Europa con Tsipras.

In sintesi: in un contesto come le elezioni europee in cui non si vota per creare un governo, porre le basi per una opposizione credibile è un gesto utile per il miglioramento della democrazia italiana.

(sull’utilità di votare i candidati di sinistra del Pd tornerò la prossima volta).

Puntate precedenti:

1)      Solo un cartello elettorale?

Annunci

Informazioni su skeight1985

Dottore di ricerca in scienze politiche, appassionato di letteratura, politica, musica, teatro e Final Fantasy VII.
Questa voce è stata pubblicata in Politica e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Buoni motivi per votare L’Altra Europa con Tsipras – 2

  1. Pingback: Buoni motivi per votare L’Altra Europa con Tsipras – 3 | Burial

  2. Pingback: Buoni motivi per votare L’Altra Europa con Tsipras – 4 | Burial

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...