Primarie parlamentari di SEL: consigli

La scelta di PD e SEL di indire le primarie per scegliere i candidati a Camera e Senato è un passo importante per la coalizione di centrosinistra; anche evitando la facile retorica, si deve riconoscere che si tratta di un segno di rinnovamento importante. Ma proprio per questo è importante che all’annuncio corrisponda uno svolgimento adeguato, per evitare che una cattiva gestione delle primarie porti a un ulteriore senso di delusione verso la politica. Questo vale per entrambi i partiti, ma le difficoltà maggiori saranno per SEL, che è quello con la struttura territoriale meno sviluppata.

Il fatto di dover svolgere le primarie in un lasso di tempo brevissimo, e forse addirittura tra Natale e Capodanno, non aiuta, e richiede oltre che una buona abilità organizzativa anche l’impegno di tutti gli iscritti e i simpatizzanti del partito. Probabilmente i dirigenti sono già al lavoro su come organizzare le primarie, e leggo sul Corriere che SEL attingerà “allo stesso albo degli elettori”. Provo a fare delle proposte per unire al meglio i tempi stretti e la necessità di garantire apertura e trasparenza.

Decidere le candidature

I circoli di SEL dovranno essere il referente necessario per scegliere i candidati alle primarie; poiché le circoscrizioni elettorali coincidono con le regioni per il Senato e per buona parte della Camera, credo che entro il 23 dicembre le sezioni comunali e provinciali dovranno inviare alle segreterie regionali le liste dei candidati. Quindi ci sarebbero dieci giorni, da domani al 22 dicembre, per presentare le candidature. Chi dovrebbe potersi candidare?

Io credo che per gli iscritti a SEL e per chi, senza tessera, è stato candidato nelle liste del partito o in civiche appoggiate da SEL, dovrebbe potersi candidare automaticamente: una volta presentata la sua candidatura al circolo di riferimento, questa viene accettata (a meno di casi di incandidabilità di cui parlerò dopo); se una persona che chiede di candidarsi non ha i requisiti di cui sopra, spetterà al segretario o al coordinamento cittadino o provinciale decidere se accettare o meno la candidatura. Visti i tempi ristretti e il poco spazio mediatico, probabilmente non saranno in molti a candidarsi spontaneamente, e sarebbe molto utile se fossero proprio i circoli di SEL a cercare candidati esterni al partito in quella fetta di società civile vicina alle nostre posizioni programmatiche: quindi nei sindacati, nelle associazioni studentesche, nei comitati locali, nel terzo settore, nelle università. Una idea utile sarebbe incoraggiare iscritti e simpatizzanti a suggerire (via mail, ad esempio: non c’è il tempo di organizzare assemblee di circolo ad hoc) i nomi delle persone a cui chiedere di candidarsi.

Chi, invece, non può candidarsi? Ovviamente chi è iscritto ad altri partiti; ma io direi che andrebbero esclusi anche gli iscritti a SEL che già detengono cariche elettive, e chi ha già ricoperto cariche parlamentari per tre o più mandati. Inoltre, andrebbero esclusi anche le persone iscritte a associazioni con finalità o visione chiaramente in contrapposizione al programma di SEL (ma questo criterio è una formalità più che altro, visto che mi sembrano poco probabili casi di infiltrazione).

Come e dove votare

Se si voterà il 29 e 30 dicembre sarà difficile raggiungere molti elettori che, nel periodo natalizio, potrebbero spostarsi per visitare i parenti o per passare almeno il weekend in villeggiatura. Quindi sarebbe molto utile contemplare il voto online; non essendo un esperto di informatica non so se ci sono i tempi tecnici per creare un sistema di voto affidabile su internet, ma in caso affermativo sarebbe il caso di pensarci, anche se il PD è contrario.

Comunque, tutti i circoli di SEL dovrebbero essere altrettanti seggi per le primarie. Capisco i costi dell’organizzazione, ma credo che almeno per gli iscritti al partito e per chi dimostra di aver già votato alle primarie nazionali (e a quelle regionali per i lombardi) il voto dovrebbe essere gratuito, in modo da invogliare la partecipazione. Io personalmente in questo caso lo renderei gratuito in generale – fermo restando la presenza di una cassa per le eventuali donazioni spontanee – affidando all’autotassazione dei volontari e agli eventuali fondi rimanenti delle primarie nazionali la copertura dei costi.

In ossequio al principio della parità di genere affermato dal partito, i candidati dovrebbero essere divisi in due liste, uomini e donne, e ogni elettore dovrebbe indicare le sue preferenze per entrambe. Applicando questo doppio voto, credo che sia meglio limitare a una (o al più due) le preferenze esprimibili per ogni lista.

Il criterio con cui saranno scelti i candidati per le primarie sarà fondamentale per determinare l’apertura – e quindi la credibilità – di queste consultazioni. Per questo è necessario la massima trasparenza. Resta il problema degli strettissimi limiti di tempo, ma se i dirigenti del partito a livello nazionale e regionale agiranno in maniera tempestiva e sapranno coordinare l’azione dei circoli comunali e provinciali allora c’è la possibilità di gestire in maniera dignitosa e soddisfacente queste primarie, e trasformarle magari nel volano per un buon risultato di SEL alle elezioni politiche vere e proprie.

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Informazioni su skeight1985

Dottore di ricerca in scienze politiche, appassionato di letteratura, politica, musica, teatro e Final Fantasy VII.
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