Nonciclopedia vs Wikipedia. Più o meno.

Sono passati due giorni, ma visto che i tempi di internet sono rapidi e quelli della memoria quasi altrettanto, è già più facile parlare delle vicende con maggiore serenità. Mi riferisco al caso Nonciclopedia vs Vasco Rossi, e se permettete lo voglio collegare a quanto è successo l’indomani (cioè ieri) con Wikipedia vs il governo italiano. Vi avviso: il post è lungo, se non vi interessano queste vicende è noioso, e visto che quasi tutti gli attori coinvolti hanno dato pessima prova di sé se non leggete sino alla fine si rischia di avere solo una impressione parziale di quello che voglio dire. Premesso ciò, partiamo.

In entrambi i casi c’è stata la sospensione del servizio del sito in segno di protesta. E questa è la seconda similitudine tra i due casi: la prima è il modello dei due siti, entrambi su software wiki e aperti ai contributi liberi degli utenti. Per il resto, ci sono solo differenze.

Quando c’è uno scontro tra due soggetti, la cosa migliore sarebbe parlarne laicamente. Vale a dire isolare la contesa da tutto il resto, utilizzare il contesto solo per capirne meglio le cause e gli interessi in gioco, distribuire i torti e le ragioni in base ai fatti, e eventualmente trarne delle conclusioni valide in generale su casi del genere.
Per quanto riguarda la diatriba tra Nonciclopedia e Vasco, in pochi hanno seguito questa linea di condotta: Luca Sofri, Mantellini, Valigia Blu, e i Wu Ming su Twitter; la stragrande maggioranza degli altri che sono intervenuti sul tema si sono divisi in tifoserie. Ma si badi: non sono stati schieramenti pro-Nonci e pro-Vasco, come ci si potrebbe aspettare. I fan del cantante sono stati singolarmente silenziosi in questa vicenda, o forse hanno reagito ma sono rimasti in secondo piano. Il vero scontro è stato tra i difensori e i detrattori di Nonciclopedia. I primi sono di sicuro un’ampia e rumorosa maggioranza, i secondi un gruppo più piccolo ma altrettanto attivo, e alla lunga (sempre in termini internettiani: parliamo di ore e giorni…) in grado di far valere le proprie opinioni. Entrambi i gruppi, però, avevano un elemento in comune: di chi avesse effettivamente ragione tra Vasco e Nonciclopedia non glie ne fregava niente a nessuno. I sostenitori del sito erano, in buona parte, già detrattori o comunque non fan del cantante, e non hanno perso tempo per inondarlo di insulti basati sulla scarsa qualità della sua musica, sull’idiozia dei suoi fan, sul suo passato di eccessi e via dicendo. Nell’altro gruppo c’erano persone che avevano già avuto scontri con Nonciclopedia, e che hanno partecipato alla contesa ricordano i vari e pessimi contenuti del sito.
Ora, dovrebbe essere chiaro che per quanto scarso e antipatico possa essere Vasco Rossi, ciò non influisce per nulla sulla validità o meno della denuncia per diffamazione. E allo stesso modo, il fatto che Nonciclopedia abbia pagine veramente offensive e non satiriche, e che abbia già diffamato delle persone in passato, non significa che anche la pagina su Vasco Rossi debba necessariamente essere diffamatoria allo stesso modo. Ma appunto, le due tifoserie non erano interessate al cuore della questione, ma solo a sfruttarla per parlare di ciò che interessava a loro.

Detto questo, l’aspetto interessante è un altro. Quelli che hanno considerato laicamente la questione, come gli autori che ho citato prima, alla fine sono molto più critici verso Nonciclopedia che verso Vasco Rossi (di opinione diversa, tra i non tifosi, ho notato solo Paolo Attivissimo). E gli argomenti con cui motivano tale giudizio negativo sono, a mio parere, molto condivisibili. Nonciclopedia, effettivamente, non è un esempio di qualità per internet, a voler usare un eufemismo. E secondo me è interessante capire il perché.
Anche qui, voglio evitare le semplificazioni retoriche che non aiutano a capire ma solo a rinsaldare i pregiudizi. Dire che Nonciclopedia è maschilista citando i contenuti della pagina “Donna” è sbagliato non perché quei contenuti non siano maschilisti (lo sono), ma perché se andate a leggere la pagina “Uomo (mashio)” troverete altrettanti luoghi comuni che, letti singolarmente, potrebbero essere attribuiti a un femminismo deteriore. Così come dire che il sito sarebbe antisemita prendendo a riferimento la pagina su Anna Frank. Che è pessima, siamo tutti d’accordo! E forse l’imbecille che l’ha scritta (o imbecilli) era davvero antisemita, ma se è per questo ci sono tantissime pagine che prendono in giro persone morte in circostanze tragiche e altre pagine su etnie, religioni e popoli che con l’ebraismo non c’entrano nulla, e sono altrettanto piene di stereotipi offensivi. Isolando singoli articoli Nonciclopedia può risultare fascista, comunista, pacifista, guerrafondaia, metallara, neomelodica, leghista, meridionalista e via dicendo. E già dicendo questo si capisce che il problema non è attribuirle un singolo orientamento di pensiero, perché è impossibile in un sito con tredicimila pagina e centinaia di contributori, ma trovare l’elemento comune di tutto questo. E tale elemento è chiarissimo: la comicità di quasi tutte le pagine di Nonciclopedia punta su due soli strumenti: l’uso continuo e ripetuto (e riciclato) dei luoghi comuni, e il ricorso ossessivo a una scorrettezza politica fine a se stessa. Entrambi gli strumenti utilizzati con pochissima riflessione e senso critico, a differenza di quanto fanno i comici professionisti (soprattutto i comedian statunitensi alla Bill Hicks) o siti tipo Spinoza.

Nonciclopedia forse è sempre stata così, ma alcuni anni fa, all’inizio della sua improvvisa popolarità, faceva molto più ridere. Perché la sua qualità peggiora nel tempo, a differenza di quello che succede a molti altri progetti wiki?
Torniamo al paragone con la vicenda di Wikipedia: la versione italiana del sito ha già avuto problemi legali, ad esempio con l’ex sindaco di Firenze, ma la sospensione del servizio di questi giorni è legata non a eventi già successi ma a potenziali eventi futuri: l’obbligo di rettifica previsto dal comma 29 avrebbe reso difficile o impossibile garantire la neutralità di molte voci, che è uno degli imperativi del progetto di Wikipedia, da cui la protesta del sito. Se, come sembra, si dovesse modificare la norma, Wikipedia riprenderebbe normalmente, anche se il resto della legge venisse approvato così com’è; questo proprio perché vogliono essere coerenti con il principio di neutralità verso tutto ciò in cui non sono direttamente coinvolti.
Nonciclopedia invece ha sospeso il servizio per protesta contro qualcosa di già avvenuto e in corso, vale a dire la denuncia da parte dello staff di Vasco Rossi. Il principio in base al quale hanno giustificato la propria protesta è la libertà di satira, condita con numerose considerazioni accessorie riferite al caso specifico (Vasco è popolarissimo e la voce su Nonciclopedia non può danneggiarlo, la denuncia è incoerente con la filosofia libertaria della musica di Vasco, eccetera).
In questa differenza tra i due casi si vede già la differenza tra le filosofie dei due siti, che spiega molto delle loro rispettive evoluzioni.
I siti wiki, quando crescono, devono affrontare il problema dell’aumento degli utenti che contribuiscono, che portano contemporaneamente a un’inevitabile crescita dei contributi di scarsa qualità e a una maggiore difficoltà di controllare tutto. In questa fase, il ruolo fondamentale è di quegli utenti che si impegnano di più nel garantire controlli adeguati. Sono queste persone, che dedicano molta parte del loro tempo libero alla cura dei siti, a orientarli più degli altri utenti in una specifica direzione.
Ora, un utente che si prende molta cura di Wikipedia probabilmente vuole promuovere i principi qualitativi di base, vale a dire la neutralità e l’accuratezza. Non tutti la penseranno così, di sicuro ci sono anche quelli che stanno molto su Wikipedia per altri scopi, come modificare le pagine secondo le proprie convinzioni ideologiche o convenienze di bottega; ma chi si comporta così non fa gruppo, è isolato nella sua attività (un ideologizzato berlusconiano e un ideologizzato antiberlusconiano non faranno certo comunella nelle discussioni tra wikiutenti…), quindi gli attivisti sinceri rimangono, in generale, in maggioranza relativa, e sono quindi più influenti. Per questo Wikipedia può crescere senza che la qualità complessiva cali, o almeno non vistosamente.
(naturalmente ci sono anche altri fattori che determinano la qualità di una Wikipedia locale rispetto a un’altra, ad esempio la percentuale di utenti che hanno un titolo di studio superiore, la diffusione di internet nei vari paesi, e via dicendo, però credo che questi siano parametri che arricchiscono un processo di base, che è quello che ho descritto su)
Ora passiamo a Nonciclopedia. Gli utenti che passano più tempo a gestirla quali principi vogliono promuovere? Accuratezza no, visto il contesto umoristico (non sto dicendo che le opere comiche non possano essere accurate, basti vedere i romanzi di Terry Pratchett, ma che non è il principio fondamentale); neutralità? Probabilmente se ne fregano, ma se io fossi un amministratore di Nonciclopedia e mi preoccupassi, ad esempio, che il sito prenda in giro esclusivamente i politici di destra, la soluzione migliore sarebbe incoraggiare un aumento dei contributi da parte di altri utenti, in modo che arrivino anche autori che sfottono i politici di sinistra. Una politica delle porte aperte, quindi. Se è così, su Nonciclopedia la neutralità si tradurrebbe in “tutti possono prendere in giro tutto”, che è quello che effettivamente succede, e che si coniuga bene con quello che è davvero il principio dichiarato degli amministratori del sito, e cioè la libertà di satira. Ma è una libertà astratta priva di critica, slegata dal concetto di responsabilità e senza nessuna riflessione su chi si va realmente a colpire con le proprie prese in giro (per parafrasare quanto hanno detto i Wu Ming – e se li ho male interpretati me ne scuso – se per prendere in giro Vasco dici che i suoi fan sono ricchioni alla fine non scalfisci veramente il “potente” Vasco, ma consolidi il pregiudizio verso i gay, cioè verso una minoranza socialmente debole). Se non si è in grado da soli di darsi dei limiti da soli, ovviamente quelli imposti da altri suoneranno come soprusi.
Questa incapacità di porre dei vincoli spiega perché Nonciclopedia passa così facilmente e così spesso (era già accaduto con lo scrittore GL D’Andrea) il limite tra presa in giro e diffamazione. Ma spiega anche il declino qualitativo: senza riflessione non si può veramente distinguere tra battute più o meno divertenti, e il risultato è che ogni pagina diventa sempre più un calderone di nonsense poco originale, stereotipi sempre uguali e sempre diretti ai soliti gruppi, immagini e gif colorate e chiassose ma poco attinenti.
Forse tutto ciò era già scritto sin dall’inizio: Nonciclopedia fa il boom di popolarità con le pagine dedicate a Emo e Truzzi, quindi a mode adolescenziali. Il suo pubblico ha quindi un’età bassa, il livello di istruzione è quello che è, la voglia di apparire e sembrare fighi è tanta, e scrivere qualcosa, qualsiasi cosa, su Nonciclopedia fa indubbiamente figo. Ricordo che, qualche anno fa, c’erano degli utenti che si disperavano per la quantità di riferimenti agli emo in pagine che parlavano di tutt’altro, segno che una parte di utenti con consapevolezza c’era, e forse c’è ancora. Purtroppo, non sono mai riusciti a diventare maggioranza, nemmeno relativa, e a influenzare lo sviluppo del sito.
(non la leggo molto, ma mi dicono che Uncyclopedia, l’originale inglese delle parodie di Wikipedia, sia molto meglio di Nonciclopedia, a livello di qualità. E qui tornano utili gli altri parametri di cui dicevo: nel mondo anglosassone, in particolare negli Stati Uniti, la diffusione dei nerd – quelli veri, non le tristi parodie che si vedono in giro – fa sì che ci sia una fascia di utenti che hanno contemporaneamente istruzione elevata, allenamento all’umorismo di qualità e desiderio di scrivere su internet non solo per mettersi in mostra, ma per migliorare un prodotto collettivo. Elementi che qui in Italia purtroppo non sono ancora abbastanza sviluppati)

Insomma, credo di aver spiegato a sufficienza perché quello di Nonciclopedia sia, sostanzialmente, un progetto fallito. Mi dispiace perché ci sono tuttora delle pagine che fanno ridere davvero, ma sono una percentuale sempre più ridotta. La lezione da imparare, se ce n’è una, è scontatissima: un progetto collettivo ha bisogno di paletti precisi, altrimenti non va da nessuna parte. Sbaglia chi prova a vedere in questa vicenda, e in questo sito, fosche previsioni sul destino di internet: Nonciclopedia, nel momento in cui pone al centro del suo progetto il non avere un progetto, smette di dare contributi alla rete, ma parla di tutt’altro, del paese; non ha messo paletti, e il risultato è che è diventata, in piccolo, uno specchio dell’Italia: finta trasgressione, vere discriminazioni, liti sul nulla, aggressività ingiustificata e vittimismo a go-go.
E, come si può notare, sono potuto arrivare a questa conclusione anche senza arruolarmi a una tifoseria nella diatriba con Vasco Rossi. Laicità, compañeros, laicità…

P.S.1: Vasco comunque non lo sopporto.
P.S.2: Sono incoerente se su Nonciclopedia c’è un link a un mio racconto qui sul blog? Vabbe’, finché nessuno lo cancella mi becco le visite da lì… Anche se scrivendo questo rendo più facile la cancellazione, ma insomma, non è che mi cambia la vita se lo cancellano, alla fine qualche visita al giorno in più non mi fa mica salire nelle classifiche di blogbabel, che poi non le segue più nessuno, seguono Wikio che ancora non ho capito come si usa… io questo post-scriptum nemmeno lo volevo scrivere!

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Informazioni su skeight1985

Dottore di ricerca in scienze politiche, appassionato di letteratura, politica, musica, teatro e Final Fantasy VII.
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2 risposte a Nonciclopedia vs Wikipedia. Più o meno.

  1. Laurie ha detto:

    Premesso che questo post si avvicina quanto più possibile a quello che penso della vicenda, io valuto la reazione di Vasco dal punto di vista prettamente strategico. Anche se avesse ragione, e non lo so perché non ho letto la pagina incriminata, andando per vie legali contro un sito si peggiora la situazione. Sopratutto se già non si gode di una buona popolarità su internet. E qui vado a parare in un punto che non ho ben capito dai post del Wu Ming e dai commenti che ne sono, ma da quanto leggevo il Wu Ming non ha compreso che l’hashtag #vascomerda non è apparso a seguito di questo episodio, ma si è diffuso mesi fa, all’epoca della sua annuncio del ritiro dalle scene. Aggiungiamo che Vasco è stato pensantemente criticato da anni per motivi musicali, a cui si sono aggiunte esternazioni di dubbio gusto (la più recente sull’uso degli alcolici mentre si guida). L’utente medio vede quindi un personaggio pubblico che dice quello che gli pare, anche se sono affermazioni di dubbio gusto, ma non accetta che gli altri si prendano tali libertà: cosa deve pensare? Ripeto, qui non c’entra se Nonciclopedia ha torto o ragione, ma le minacce legali hanno un brutto effetto in rete, sopratutto se a minacciare è un personaggio famoso ma anche controverso e con una fetta di utenza che non lo ama molto. Alcuni dicono che i nonciclopedisti sono stati furbi, si sono fatti solo pubblicità; io la vedo semplicemente come una strategia efficace per vincere contro qualcuno senza perdersi in infinite azioni legali. Poco c’entra con la libertà di espressione, ma del resto cosa dovevano fare? Non possono permettersi i legali di Vasco. E d’altro canto Vasco si è dimostrato molto ingenuo a non prevedere le conseguenze, anzi forse troppo ingenuo per uno che ha la fama di muoversi bene nei social network e di essere un abile comunicatore, tanto che viene da chiedermi se ha davvero sbagliato o se non c’è sotto qualcosa.

  2. fabiana ha detto:

    Ebbene, quando ho sentito della diatriba mi sono messa a spulciare su internet per scoprire cosa fosse tale Nonciclopedia..
    E sono entrata nella tifoseria. E’ stato più forte di me: ho letto cose che mi hanno fatto inorridire – dall’olocausto alla pedofilia: esattamente gli esempi che portavi tu: chi scrive è sicuramente un antisemita-nazista-pedofilo-violentatore-maschilista-misogeno! – e ho provato a rivolgermi direttamente a loro.
    Perché? Per catechizzarli. Un po’, l’istinto di salvare le anime perdute c’è sempre, ma soprattutto per due motivi:
    1. tutto ‘sto vittimismo parlando dei loro innocenti 15enni accusati da Vasco mi sembrava esagerato
    2. per avvertirli del pericolo visibilità.
    Infatti si sono attirati un sacco di pubblicità, e non è detto che sia positivo visti i contenuti passabili di denuncia (le famiglie delle vittime di Viareggio si sono mosse).

    Ottima comunque la tua analisi: loro mi hanno risposto che non hanno nessuna responsabilità, e che la colpa è mia che leggo cose che non mi piacciono, senza la minima attenzione per gli effetti della comunicazione etc..

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