Gli idioti e la violenza

Volevo scrivere un pezzo di sapore personale oggi, ma gli eventi lo hanno spostato in secondo piano.

Ormai sembra certo che l’aggressore di Berlusconi fosse psicolabile. Purtroppo, non lo sono i trentamila – e in continuo aumento – che su Facebook sono diventati fan del suddetto lanciatore. Su di loro mi trovo a condividere in toto il giudizio di Francesco Costa, e non lo reputo un buon segno visto che di solito non concordo molto con lui.

Quando si parla di comprendere i motivi di tanta ostilità nei confronti di Berlusconi, il termine “comprensione” va inteso nel senso più neutro e scientifico possibile. Ma dal punto di vista politico non comprendo né condivido le espressioni di appoggio o contentezza per il gesto di Massimo Tartaglia. Per me quelli che esultano sono teste di cazzo, senza tanti giri di parole, e utili idioti. Ma utili per coloro che vogliono combattere, non certo per noi.

E infine: se oggi i dirigenti di centro-sinistra si trovano in difficoltà di fronte alle accuse di violenza, è perché negli anni, nei mesi e nei giorni scorsi non hanno mai trovato le parole e il coraggio di denunciare la violenza costante e regolare della destra. Certo, nessun leader è stato aggredito (ma chi mai può sentirsi così spaventato da gente come Rutelli, Fassino o Veltroni per volerli picchiare?), ma anni di aggressioni fasciste contro centri sociali, locali di sinistra e cortei studenteschi, raid contro gli immigrati, aggressioni contro campi rom, con aggressori che hanno fatto carriera politica… decine e decine di episodi violenti, alcuni finiti in tragedia, e tutti riconducibili ad aree politiche ben precise, e che trovano rappresentanza nella maggioranza di governo, e NESSUNO nei partiti di opposizione parlamentare che lo abbia denunciato con forza. Il risultato è che oggi il gesto di uno squilibrato fa ricadere totalmente il peso della violenza politica in Italia sulle spalle di chi, da anni, si fa il mazzo per protestare – e mai in forme violente – contro il degrado della democrazia e della convivenza civile in questo paese.

Annunci

Informazioni su skeight1985

Dottore di ricerca in scienze politiche, appassionato di letteratura, politica, musica, teatro e Final Fantasy VII.
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

7 risposte a Gli idioti e la violenza

  1. Laurie ha detto:

    Guarda, sono così incazzata verso il coglione che ha messo in moto tutto questo che non riesco a ragionare lucidamente. So solo che ora le affermazioni della destra sul clima d’odio hanno un riscontro pratico di gran risonanza in tutto il paese – e questo mi rode un sacco è_é

  2. malosmannaja ha detto:

    qui invece il ragionamento mi lascia perplesso.
    intendo, la frase “quelli che esultano sono teste di cazzo, senza tanti giri di parole, e utili idioti” è a tutti gli effetti una frase violenta, onde per cui a mio avviso si colloca sullo stesso piano dei gruppi che inneggiano a tartaglia. personalmente non mi sento infastidito né da te né da loro, né esprimo preferenze in merito: mi siete entrambi preziosi.
    credo sia opportuno, però, ricordare che facebook è un social network e non un movimento politico (quindi non vedo perché i fan di tartaglia dovrebbero preoccuparsi di agire secondo logiche di utilità politica piuttosto che oziose o goliardiche). il problema più grave, a mio umile parere è invece quello della censura: maroni promette di chiudere i siti violenti (a giudizio di chi?) e – stavolta sì – per mero tornaconto politico nessuna voce si leverà dall’opposizione a difesa delle parole scomode.
    e le parole scomode sono quelle che più spesso spingono a una riflessione, ad una rivisitazione critica di ciò abbiamo accreditato in quanto piacevole (il piacere è un pessimo criterio di verità, diceva zio federico).
    quindi, chiudo il discorso su berlusconi citando un vecchio proverbio: chi semina vento, raccoglie tempesta. ma può accadere che proprio grazie alla tempesta, gli vada a gonfie vele.
    : (
    l’ultima parte del tuo post, poi, pur enunciando pensieri condivisibili, forse va nella direzione sbagliata. mi ha ricordato le liti tra marito e moglie in cui, partendo dall’oggi, pian piano si giunge rinfacciare all’altro colpe di decenni prima (ah ma tu avevi fatto questo, ah ma tu quella volta avevi fatto quest’altro).
    l’uso strumentale dell’informazione da parte della maggioranza di governo dev’essere combattuta *sul pezzo*, ovvero sul tartaglia del momento e non sulle lasciate (e ormai irrimediabilmente perse) precedenti…
    insomma, il peso della violenza politica in italia ricade *sulle spalle sbagliate* non certo per tartaglia o per i gruppi facebook, ma per l’inconsistenza politica e dialettica dell’opposizione.
    amen.

    • Skeight1985 ha detto:

      Provo a risponderti per punti:
      1. La frase contro i fan di Tartaglia può essere violenta, però credo che a livello qualitativo ci sia una differenza tra chi esulta per un gesto violento e chi si arrabbia contro questa esultanza. Anche perché, pur condannando (se non si è ancora capito :)) il gesto, un conto è colpire un uomo potente, che richiede una certa dose di coraggio o incoscienza – nel caso di Tartaglia, direi quest’ultima – un altro conto è esultare di fronte ad un viso deturpato e sanguinante. Questa mi sembra vigliaccheria bella e buona, ed è per questo che non mi ritengo sullo stesso piano degli elogiatori.
      2. Vero che Facebook in sé non è un movimento politico, ma al suo interno nascono gruppi con espliciti intenti politici. Sarebbe sbagliato dire che le reazioni all’aggressione sono tutte politiche o tutte goliardiche, ma penso che sia possibile identificare quando si tratta delle une o delle altre: di reazioni chiaramente goliardiche ne ho viste, tipo quelli che sono diventati fan del “souvenir del duomo” o che han scritto “la differenza tra Berlusconi e il suo attentatore è che il secondo sarà processato”, ma leggendo i profili e i commenti sui gruppi esplicitamente pro-Tartaglia si vede che molti degli iscritti lo fanno proprio perché condividono il gesto.
      3. Io sono contro la censura: se qualcuno ritiene di scrivere cose così, lo faccia pure e se ne assuma la responsabilità. Però condanno la censura in quanto mi riservo il diritto di critica durissima: se qualcuno scrive cose che ritengo stupide e/o aberranti ritengo di poterglielo dire senza mezzi termini. Purtroppo ci sono moltissimi politici che invece la censura la apprezzano parecchio, e tentano da un bel po’ di esercitare un maggiore controllo sulla rete, e se oggi hanno una opportunità migliore devono ringraziare non tanto il gesto dello squilibrato, ma queste reazioni online di persone sane di mente. Per questo, per cercare di impedire derive censorie, credo che la prima cosa da fare sia prendere le distanze dagli elogiatori.
      4. Forse nell’ultima parte non mi sono espresso bene, perché puntavo il dito proprio contro l’inconsistenza dell’opposizione, che di fronte a moltissimi episodi di violenze di destra (che non sono solo cose del passato, ma continuano ad avvenire con frequenza preoccupante) non hanno mai denunciato le responsabilità della destra governativa. Certo, quel che è stato ormai è stato, ma mi piacerebbe che fosse un monito per non ripetere gli stessi errori nel futuro.

      • malosmannaja ha detto:

        continuo a cogliere lo stesso problema di fondo nel ragionamento (ohi, magari mi sbaglio).
        1.2.3. affermi che sei contro la censura e che vuoi essere libero di dire ciò che pensi senza mezzi termini (anch’io), che chi vuole esultare lo faccia (d’accordissimo), che tu non esulti (neanch’io).
        ciò che mi lascia perplesso è che chi esulta sia da demonizzare in quanto *scrive* “cose aberranti”. e ti pregherei di fare attenzione, perché questo è il punto.
        la grancassa mediatica innescata dalla maggioranza circa i gruppi facebook è RIDICOLA, e la corsa alla “dissociazione”, ai distinguo innescatasi in rete (anche tra chi, come te, non è certo un sostenitore di berlusconi), non fa altro che trasformarsi in boomerang, legittimando l’idea che esistano “RESPONSABILI MORALI” se non veri e propri mandanti dietro il gesto di un paziente psichiatrico.
        non so se riesco a spiegarmi: se tu dici “il babau è un pericoloso criminale” e io corro a dissociarmi dal babau, rafforzo l’idea che il babau esista veramente.
        tutto diventa una questione di *neuromarketing*
        :((
        quindi ho il dubbio che così si finisca per prestarsi al gioco della caccia alle streghe e della lesa maestà.
        non potrebbe essere più efficace, per disinnescare il meccanismo, mettere in chiaro quanto sia ridicolo il tutto?
        credo che la violenza stia nel reale (e sia chiaro, che NON mi riferisco a tartaglia: tartaglia è ammalato. punto. il problema si esaurisce in ambito medico), più che nel virtuale (anzi, la psichiatria insegna che sfogare *virtualmente* in rete o *allegoricamente* allo stadio le proprie frustrazioni riduce il rischio di atti violenti nella vita di ogni giorno).
        quindi, quando mi viene detto: tartaglia è violento e chi in internet lo esalta è violento, a me viene da rispondere che tartaglia è malato e che la violenza sta tutta nella società reale (god save the king!) italiana.
        4. ho capito ciò che vuoi dire, ma se il problema di oggi sono tartaglia e internet, si deve rispondere parlando di tartaglia e internet, o lo scontro dialettico è perso. con buona pace di chi della violenza *reale* fa strumento di governo.

  3. Winola ha detto:

    La strumentalizzazione del ‘Tartaglia del momento’ da parte di una o dell’altra (o di entrambe) le parti politiche, purtroppo, ci sarà ancora a lungo.
    Come il rinfacciarsi gli ultimi cinquant’anni.
    Sono ormai disillusa sull’attuale classe politica.
    Fatto sta che, da cinica e maligna come sono, mi chiedo una cosa. Il presidente del consiglio aveva una scorta personale da lui pagata (guardie del corpo private, per capirci) disposta in tre cordoni attorno alla sua persona. Non so quanti fossero e non voglio sparare vaccate, ma erano tanti. Possibile che nessuno abbia alzato una mano per fermare ‘sto benedetto Duomo che stava arrivando in faccia all’uomo che erano (profumatamente presumo) pagati per proteggere?
    Un cosiglio spassionato al premir: la prossima volta fatti scortare dai carabinieri che se ti sparavano a quest’ora eri morto.
    Con questo non intendo dire che approvo il gesto, eh.
    *Winola che non ce la fa a non essere così*

  4. Strega ha detto:

    Stavo guardando proprio ora Ballarò, son venuta qui davanti perchè mi sono improvvisamente ricordata del perchè di solito non accendo la tv.
    Mi ritengo in linea di massima d’accordo con te: condanno chi ha esultato di fronte al viso di Silvio coperto di sangue, ma non mi venissero a dire che l’Italia non è un Paese sicuro e se ne sono accorti adesso, perchè non ci credo.
    Tra l’altro, politicamente gli ha giovato. Ha guadagnato un sacco di popolarità.

    E poi…

    Risulto cinica se dico che la notizia dell’aggressione non mi ha toccato granchè?

  5. Blanca13 ha detto:

    Effettivamente il gesto di Tartaglia è un’ottima pubblicità per tutti tranne che per chi si sta seriamente impegnando contro Berlusconi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...